Olio esausto, green economy in alta quota

Sab, 2020-01-04 (Tutto il giorno)

La raccolta e il recupero arriva anche nei rifugi alpini del Friuli Venezia Giulia. La frequentazione della montagna è cresciuta e le strutture devono adottare corrette pratiche etiche e sostenibili

Al via in Friuli-Venezia Giulia un progetto sperimentale di raccolta degli oli vegetali esausti nei rifugi di montagna. È stato siglato a Pordenone il protocollo d’intesa tra Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (Conoe), Cai Friuli Venezia Giulia e Assorifugi, per la realizzazione di circuiti virtuosi di raccolta degli oli vegetali esausti nei rifugi di montagna e nei punti di ristoro ubicati in alta quota.
Questa buona pratica è stata promossa dal Conoe e dalla locale sezione del Club Alpino Italiano con il supporto della Delegazione italiana nella Convenzioni delle Alpi del Ministero dell’Ambiente. La Convenzione delle Alpi, primo accordo internazionale dal 1991 per la tutela integrata di una regione di montagna transfrontaliera, ha tra le sue principali finalità anche quella di promuovere l’economia dei rifiuti, come ribadito nell’ambito del suo nuovo Programma di Azione per una green economy alpina. Infatti si ritiene la raccolta capillare di oli vegetali esausti anche in alta montagna un contributo importante per la sostenibilità e per un nuovo modello economico a vantaggio dell’ecosistema montano. L’olio vegetale esausto e altri grassi prodotti dai punti di ristoro ubicati in alta quota, comporta un impegno rilevante ed esemplare al tempo stesso, volto a dimostrare la sensibilità e l’impegno dei soggetti coinvolti a recuperare in situazioni estreme come quelle dei rifugi alpini e, allo stesso tempo, dimostrare che si può recuperare olio esausto ovunque a beneficio di tutti.

Da rifiuto a risorsa
Grazie all’attività del Consorzio, infatti, l’olio vegetale esausto non è più solo rifiuto ma anche un’opportunità. Il 90% degli oli vegetali esausti recuperati dal Conoe viene avviato a rigenerazione per la produzione di biodiesel, un combustibile vegetale non tossico che può essere utilizzato come carburante per autotrazione in sostituzione o miscelato con carburanti di origine fossile, riducendo il contributo di emissioni di anidride carbonica nel settore dei trasporti.
“Grazie a questo protocollo di intesa - ha dichiarato Tommaso Campanile, presidente del Conoe - si impegnano a promuovere una buona pratica di economia circolare che, oltre ai benefici ambientali, contribuisce anche a importanti benefici economici. Da quando il Conoe è attivo si sono risparmiati circa 112 milioni di euro sulle importazioni di petrolio”.
“Oggigiorno - ha affermato Silverio Giurgevich, presidente Cai Fvg - la frequentazione della montagna è cresciuta e i rifugi diventano sempre più un luogo culturale in quota dove l’etica comportamentale va sostenuta con l’aiuto e l’impegno dei gestori e delle sezioni Cai proprietarie. Con l’adesione a Conoe, il Club Alpino Italiano regionale intende garantire ai propri rifugi di alta montagna uno sviluppo realmente ecocompatibile e sostenibile, a massima tutela dell’ambiente montano”.
“Assorifugi – ha sostenuto il suo presidente Stefano Sinuello – accoglie con grande favore questo protocollo che va incontro agli scopi statutari dell’associazione dei rifugisti, la raccolta organizzata degli oli usati per un loro riciclo è importante in termini globali. Collaboreremo assieme al Cai Fvg e Conoe per la buona riuscita del progetto in quanto riteniamo l’iniziativa una soluzione a uno dei problemi che i gestori dei rifugi si trovano a dover affrontare quotidianamente”.

 

di Redazione "Il Friuli.it"

Fonte. https://www.ilfriuli.it/articolo/economia/olio-esausto-green-economy-in-alta-quota/4/211279